Blocca il bullo!

Tutta la nostra comunità scolastica è chiamata a svolgere un ruolo attivo nella prevenzione e nel contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Ciascuna delle figure istituzionali del nostro Istituto deve contribuire all’innesco di quelle azioni necessarie a fronteggiare seriamente tale fenomeno.

I Docenti e gli organi collegiali
Il Collegio Docenti progetta iniziative di sensibilizzazione e formazione, privilegiando l’approccio di “educazione fra pari”. I Consigli di Classe, in coerenza con quanto deliberato dal Collegio Docenti, predispongono itinerari di Educazione civica che prevedano momenti di riflessione sui temi della cittadinanza attiva e responsabile, dell’etica solidale, del rispetto dell’altro e della cittadinanza digitale, al fine di promuovere una cultura del rispetto dell’altro e della collaborazione. Tutti i docenti, venuti a conoscenza diretta o indiretta di eventuali episodi di bullismo o cyberbullismo, sono chiamati a segnalarli al Dirigente scolastico, al fine di avviare una strategia d’intervento concordata e tempestiva. I docenti ad inizio anno scolastico e nelle ore di Ed. Civica leggono e spiegano il Regolamento di disciplina degli alunni che i nostri allievi hanno integralmente riportato nei propri Diari-libretti personali.

I collaboratori scolastici
Svolgono un ruolo di vigilanza attiva nelle aree dove si svolgono gli intervalli, nelle mense, negli spogliatoi delle palestre, negli spazi esterni, al cambio dell’ora di lezione, ferme restando le responsabilità dei docenti. Segnalano al Dirigente scolastico e comportamenti di bullismo e cyberbullismo di cui vengono a conoscenza direttamente e/o indirettamente.

Il Referente d’Istituto per il bullismo e il cyberbullismo
Collabora con gli insegnanti della scuola, propone corsi di formazione al Collegio Docenti, coadiuva il Dirigente scolastico nella progettazione di azioni di prevenzione degli episodi di bullismo e di cyberbullismo, monitora i casi di bullismo e cyberbullismo, crea alleanze con i referenti territoriali e regionali, coinvolge in un’azione di collaborazione Enti del territorio in rete (psicologi, forze dell’ordine, assistenti sociali, pedagogisti, ecc.)
Le famiglie, il Patto di corresponsabilità e gli incontri di formazione e informazione
Sono invitate a partecipare agli incontri di informazione e sensibilizzazione sui fenomeni di bullismo e cyberbullismo, favorendo una proficua alleanza educativa. Con la sottoscrizione del Patto di Corresponsabilità Educativa Scuola-Famiglia, sono chiamate a collaborare con la scuola nella prevenzione del bullismo e nelle azioni per fronteggiare le situazioni acute. Leggono e fanno in modo che i propri figli rispettino il Regolamento di disciplina degli alunni.

Gli alunni
Partecipano alle attività di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo organizzate dalla scuola. Si impegnano a conoscere e a mettere in pratica quanto previsto nel Regolamento di disciplina degli alunni, che è integralmente riportato nei loro Diari-libretti personali.

Il Sito scolastico
Il Sito istituzionale della scuola pubblica una visibile e facilmente raggiungibile sezione dedicata al bullismo-cyberbullismo.

Il questionario
Il primo passo per un intervento educativo a più livelli su temi complessi come il bullismo, il cyberbullismo o il buon uso delle tecnologie è prendere atto della realtà. Ecco perché è fondamentale una fase di ricerca, svolta attraverso questionari anonimi compilati dai ragazzi. L’utilizzo di uno strumento quantitativo qual è appunto il questionario risolve molti problemi in ordine alla conoscenza del fenomeno: è semplice e guidato, fa parlare tutti, raccoglie tantissime informazioni in poco tempo, è legato al contesto e dunque ci parla proprio di quei ragazzi, e non dei ragazzi in genere. Ci dice dei loro comportamenti, vissuti ed emozioni. E l’anonimato, che li protegge nel rispondere, ci assicura un buon livello di autenticità.
Iniziare dalla ricerca ha un significato sì di conoscenza per fondare l’intervento educativo ma anche di sensibilizzazione per la costruzione della rete. Una sintesi dei dati raccolti con il questionario può rappresentare il punto di partenza per un confronto con gli allievi, i docenti e i genitori, eventualmente in sedi distinte e opportune.
Se dopo la raccolta dei dati si interviene nelle classi per discutere sull’uso dei media, o per modificare dinamiche di prepotenza, può essere interessante ripetere nelle stesse classi la somministrazione del questionario a distanza di tempo (eventualmente non tutto intero, solo una selezione delle domande più sensibili) per verificare se il progetto sta producendo dei cambiamenti. Sono diminuite le persone che dichiarano di subire o agire prevaricazioni? C’è maggiore solidarietà tra i compagni? È accresciuta la consapevolezza sui rischi legali di determinate azioni?
La molteplicità degli interrogativi indica già come il questionario possa essere ritagliato in modi diversi, a seconda di ciò che si vuole verificare e cioè, ancor prima, a seconda degli obiettivi perseguiti con il progetto.
Infine, sarebbe illusorio ritenere che i risultati di un questionario dicano tutto quel che c’è da sapere o che la ricerca quantitativa esaurisca il compito di ascoltare, che per un adulto (insegnante, genitore, psicologo scolastico…) è essenziale e insostituibile nel rapporto con i ragazzi.
Solo il rapporto diretto con loro, l’approfondimento dei loro vissuti in relazione al bullismo, alle prevaricazioni, o ai rischi del web, con tutto il portato di speranza, solitudine, frustrazione, tristezza, eccitazione consentirà nei ragazzi una vera rielaborazione di ciò che stanno vivendo e aprirà a tutti – adulti inclusi – un sentiero per crescere.

Il video
Monologo sul bullismo di Paola Cortellesi con Marco Mengoni.

 

Per comunicazioni rivolgersi a: teambullismo@icparise.edu.it

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