Alcuni lavori realizzati dai ragazzi della scuola secondaria di I grado nell’ambito del progetto “Amici per la pelle”.
MEMENTO MORI
La nostra opera si ispira al famoso mosaico “Memento mori” ritrovato nel più grande impianto di lavorazione della pelle del mondo antico nel sito archeologico di Pompei. Il termine “Memento Mori” ha origine nell’antica Roma, divenne molto popolare nella religione cristiana e nella storia dell’arte (dal Medioevo al Rinascimento e dal Barocco ai giorni nostri). Ricordare la propria morte era considerato uno stimolo a vivere una vita vicina alle virtù e lontana dai vizi cioè dalle cose futili ed effimere.
Nella nostra opera abbiamo voluto riproporre i simboli principali del famoso mosaico. Il primo simbolo è il teschio che rappresenta la morte. Nella morte la ricchezza e la povertà non hanno più valore. Il secondo simbolo è la ruota che rappresenta la fortuna. La ruota può girare, per caso o per merito, verso la ricchezza o la povertà. Il terzo simbolo è la farfalla che rappresenta l’anima. La farfalla leggerissima appoggiata sulla ruota si contrappone al peso del teschio.

ABBRACCIO
Per il concorso “Amici per la pelle” abbiamo deciso di realizzare un abbraccio.
Perché l’abbraccio? Perché è un gesto antico di due persone che si uniscono e diventano una sola. L’abbraccio è il momento in cui tutte le cose possono andare nell’una o nell’altra direzione, sia nel passato che nel futuro. Con un abbraccio possiamo creare una linea che incontra se stessa all’infinito e permette di relazionarsi per connettersi a forme, colori e dimensioni diverse da se stessi. Per realizzare questo lavoro ci siamo ispirati a: “L’incontro di Anna e Gioacchino alla porta d’Oro” di Giotto, Le vetrate della cattedrale di Chartres e “Amore e Psiche” di Canova.
“Pelle che tocca un’altra pelle, colori che si mescolano con altri colori. Un abbraccio simboleggia molte cose e noi con un pezzo di legno e della pelle abbiamo creato un’opera, anzi un gesto, che può significare molte cose.
Da un gesto a un disegno, da un disegno a un pezzo di legno, da un pezzo di legno a un progetto creato da tutta la nostra classe”.

LABIRINTO
Con la nostra opera abbiamo voluto combinare l’arte della lavorazione del pellame con il significato del labirinto in archeologia. Abbiamo immaginato il nostro labirinto come un intreccio di vasche e vasi comunicanti con l’acqua di concia utilizzata per la lavorazione della pelle.
Simbolicamente le entrate e le uscite si sovrappongono in un eterno ritorno all’antica arte della lavorazione della pelle. Il labirinto con le sue tante possibili vie, gli ostacoli e le false uscite è un viaggio simbolico e vuole significare che nulla è semplice, lineare o facile.
Abbiamo voluto rappresentare la sfida quotidiana che l’uomo compie per dominare la natura, il caos e il tempo. Con il nostro progetto l’osservatore potrà compiere un viaggio dove lungo il percorso sarà facile perdersi per poi ritrovarsi alla fine.
Il nostro lavoro si ispira al labirinto di Lucca e al labirinto di Chartres.


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