APE: alleanza per l’educazione

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Personale scolastico

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Il nostro Istituto propone da diversi anni un’Alleanza Scuola-Famiglia-Comunità per l’Educazione ai sentimenti. Essa è una sorta di “luogo” dove alunni, docenti, famiglie e comunità possono confrontarsi e comunicare per decidere insieme le linee su cui fondare l’educazione dei ragazzi e dividersi consapevolmente la responsabilità educativa. Instaurando tale comunicazione vengono così rafforzati i collegamenti tra scuola, famiglia e comunità in un sistema coerente e concreto che riguarda i valori, le pratiche e gli obiettivi educativi.
Solo tale rapporto collaborativo può far nascere una vera e propria Alleanza per l’educazione in grado di alimentare una reciprocità di obiettivi, azioni ed impegni in cui tutti sappiano innescare le motivazioni e le spinte necessarie per la costruzione del bene comune e per un continuo miglioramento. Per far crescere tale Alleanza occorre conoscere in profondità i problemi e le sfide dei nostri ragazzi. Ecco perché abbiamo chiesto l’aiuto di esperti che, in momenti diversi, incontreranno anche gli adulti per intraprendere un cammino di consapevolezza.
È indispensabile tornare a parlare di alfabeti emotivi ed è urgente lavorare su un processo di alfabetizzazione emotiva che aiuti i ragazzi a comprendere e leggere le proprie emozioni e quelle degli altri. Un “esercizio” che comporta il riconoscimento dell’aspetto e delle sensazioni associate alle nostre emozioni e, contestualmente, l’uso di questa capacità/abilità per comprendere meglio cosa si muove dentro il “trambusto” dell’anima per riconoscere anche ciò che accade negli altri. I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati e di essere aiutati a comprendere come affrontare la complessità della loro vita emotiva di cui non conoscono gli alfabeti. Imparare ad ascoltare la complessità della vita emotiva migliora la nostra capacità di stare al mondo ma anche la qualità delle relazioni in famiglia e con gli altri ragazzi o ragazze. Ed è proprio la scuola il luogo dove iniziare a coltivare questa alfabetizzazione: insegnare ai ragazzi cosa sono le emozioni, a cosa servono, come si esprimono e come si possono gestire. Si tratta di una competenza fondamentale per l’adattamento sociale e relazionale di ogni essere umano, in quanto permette di sviluppare strategie per far fronte allo stress e di stabilire relazioni sociali positive. Grazie a una più strutturata alfabetizzazione emotiva possono affrontare i comportamenti di dolore, stress, paura, aggressività o conflitti nelle relazioni interpersonali con maggiori strumenti e più consapevolezza.
L’educazione emotiva diventa poi decisiva perché consente di promuovere lo sviluppo emotivo come un complemento indispensabile dello sviluppo cognitivo. Perché la crescita emotiva e cognitiva sono entrambe elementi indispensabili nella costruzione della personalità. Anche se l’intelligenza cognitiva è molto importante e concepita come elemento prioritario nella riuscita scolastica, l’intelligenza emotiva è altrettanto indispensabile per operare scelte di vita, usando la consapevolezza di sé, l’empatia e le abilità sociali per la prevenzione del disagio.
Oggi la grande sfida dei sistemi educativi è proprio questa: tenere insieme le competenze emotive con quelle cognitive. Fare scuola oggi non può prescindere da questo. Cosa sono le competenze se non la capacità di usare consapevolmente e efficacemente le conoscenze e le attitudini in rapporto ai contesti?
Ma perché il ragazzo non si senta letteralmente accerchiato è necessario che l’Alleanza per l’educazione ai sentimenti non lo escluda, anzi lo comprenda fin dall’inizio. Egli deve essere e sentirsi parte di ciò che lo riguarda, non solo “oggetto” della riflessione e della accorta pianificazione altrui. Nessun ragazzo potrebbe davvero desiderare di diventare “oggetto” di una strategia, per quanto amorevole: chiede e pretende di essere protagonista.
Non si tratta pertanto di un’Alleanza sul ragazzo, ma col ragazzo in cui i diversi soggetti – insegnante, genitore, giovane stesso – collaborano a diverso titolo al suo diventare grande, partendo dalle sue inclinazioni, dai suoi desideri, dalle sue difficoltà così come dalle sue passioni. Ossia da un ascolto attivo e partecipato a ciò che, come persona, ha da dire.
In questo modo si riuscirà a far venire voglia di diventare grandi, perché si costruirà un patto inscritto all’interno di un rapporto capace di portare vantaggio e soddisfazione a tutti i soggetti che vi partecipano.

PROGETTO DI EDUCAZIONE AI SENTIMENTI

Si comunica che nelle prossime settimane prenderà avvio il progetto di Educazione ai Sentimenti, riservato agli alunni di classe e terza della sec. I grado, che sarà affidato al dott. Diego Giron. Ad esso saranno dedicate 6 ore per ciascuna classe. Il progetto inizia con un incontro informativo con i genitori che si terrà lunedì 27 novembre alle ore 18:30 presso l’auditorium del plesso “E. Motterle” di Arzignano. Affinché gli alunni possano essere presenti agli incontri con lo psicologo che si effettueranno in classe in orario curricolare, entrambi i genitori, devono compilare e firmare l’autorizzazione riportata qui sotto, e consegnarla agli insegnanti di educazioni fisica dei due plessi. Prossimamente sarà comunicato il calendario dettagliato degli incontri.

SPORTELLO D’ASCOLTO PSICOLOGICO

Dedicato a tutti gli alunni della Scuola sec. di I grado

✓ Tutti i mercoledì presso il plesso “A. Beltrame” ore 8.00-9.00
✓ Tutti i mercoledì presso il plesso “E. Motterle” ore 9.15-12.00

Il progetto sarà realizzato a partire da lunedì 27 novembre 2023. Altri tempi e orari si possono concordare in base alle esigenze.
La proposta di uno Sportello d’Ascolto Psicologico all’interno del nostro Istituto, che accoglie i ragazzi in un momento evolutivamente molto delicato e controverso, quale l’adolescenza, è una buona occasione per affrontare e risolvere problematiche inerenti la crescita, ma anche uno spazio in cui fare prevenzione rispetto alle situazioni di disagio e sofferenza (fobie scolastiche, disturbi psicosomatici che creano disagio non altrimenti classificato, disturbi alimentari, ecc.) e alle situazioni di rischio (dipendenze, anche da video-games, ecc.).
Le principali funzioni di uno psicologo impegnato all’interno della scuola possono essere individuate nelle seguenti attività:
▪ costituire un’opportunità per favorire delle riflessioni
▪ costituire un momento qualificante di educazione alla salute e prevenzione del disagio, per il benessere psicofisico degli studenti e degli insegnanti
▪ promuovere negli studenti la motivazione allo studio e la fiducia in se stessi
▪ costituire un momento qualificante di ascolto e di sviluppo di una relazione di aiuto
▪ costituire un momento qualificante per la prevenzione del disagio evolutivo
▪ collaborare con le famiglie per la prevenzione del disagio scolastico
▪ rappresentare uno strumento per la formazione e la riqualificazione del personale docente
▪ rappresentare uno strumento, una modalità ed un’occasione per la formazione dei genitori.

Lo Sportello d’Ascolto Psicologico offrirà a tutti gli studenti l’opportunità di usufruire della consulenza psicologica all’interno dell’istituto. Lo spazio sarà dedicato prima di tutto ai ragazzi, ai loro problemi, alle loro difficoltà con il mondo della scuola, della famiglia, dei pari e fornirà agli studenti la possibilità di prevenire o affrontare il disagio che fisiologicamente l’adolescenza porta con sé.
Il progetto nasce all’interno della scuola stessa, in modo da costruire in sinergia strategie di promozione del benessere e di prevenzione del disagio. L’obiettivo è far si che lo sportello diventi un punto di riferimento e uno spazio che offra accoglienza e ascolto e che come tale non si occupi solo del disagio, ma anche dell’aumento delle risorse e delle competenze personali dei ragazzi, aiutandoli ad attenuare i pregiudizi rispetto alla richiesta di aiuto.
Lo psicologo potrà sostenere lo sviluppo dell’identità personale degli allievi, favorendo il miglioramento dell’autostima, la percezione dell’autoefficacia e la capacità di tollerare fatiche, insuccessi; tramite degli interventi non solo individuali ma anche di gruppo-classe, potrà operare interventi al fine di migliorare la comunicazione, favorendo la maturazione di competenze relazionali adeguate, migliorando la gestione dell’aggressività, aumentando la capacità di regolare l’attivazione e la disattivazione del sistema motivazionale agonistico, a favore del sistema motivazionale cooperativo, favorendo in questo modo il senso di appartenenza a partire dai compagni di classe all’intera scuola.
Lo sportello si costituirà anche come spazio di incontro e confronto per i genitori che lo desiderano, per aiutarli a comprendere ed affrontare le difficoltà che possono sorgere nel rapporto con un figlio che cresce. Lo psicologo sarà naturalmente a disposizione di tutti gli insegnanti che richiederanno la sua collaborazione nel confrontarsi con problematiche vissute a scuola nel rapporto con gli allievi, sia a livello individuale che di gruppo-classe.
La finalità del progetto è quella di migliorare la qualità della vita degli studenti (e a sua volta di insegnanti e genitori) favorendo nella scuola benessere, successo e piacere e promuovendo quelle capacità relazionali che portano ad una comunicazione assertiva e collaborativa.
Attraverso colloqui motivazionali e di sostegno i ragazzi avranno la possibilità di apprendere modalità di funzionamento più vantaggiose per il proprio benessere.
Le attività di ascolto vengono realizzate attraverso colloqui individuali di consulenza e non hanno carattere terapeutico. L’allievo viene accolto nelle proprie richieste attraverso una modalità empatica, non giudicante, con l’obiettivo di aiutarlo nell’analisi del problema e nella comprensione del proprio vissuto.
Per i genitori che desiderano confrontarsi sulle problematiche dei figli a scuola sono previsti colloqui di consulenza ma anche incontri di gruppo, in base alle esigenze degli utenti. Uno degli obiettivi principali del sostegno ai genitori è il miglioramento delle abilità comunicative e relazionali con i figli.
Su richiesta degli insegnanti è possibile organizzare incontri e/o interventi anche nelle classi, non solo in base alle necessità o alle problematiche che i docenti rilevano (conflitti, emarginazione, bullismo, ecc.) ma anche in un’ottica preventiva.
I contenuti di ogni colloquio sono strettamente coperti dal segreto professionale. Tuttavia, dovessero emergere delle aree-problema su cui fosse importante intervenire dal punto di vista educativo preventivo, lo psicologo fornirà alla Scuola opportune indicazioni per promuovere in seguito nuove iniziative di prevenzione e /o intervento.
Gli alunni che desiderano accedere individualmente al Servizio devono presentare il previsto modulo di consenso informato debitamente compilato e firmato da un genitore/affidatario.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Pier Paolo Frigotto

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