UNIC Concerie Italiane, in collaborazione con LINEAPELLE, organizza la 14a edizione del concorso “Amici per la pelle”, quest’anno intitolato “CIRCENSES” – Pelle e cuoio nei giochi circensi dall’antica Roma ad oggi”.
Alcuni lavori realizzati dai ragazzi della scuola secondaria di I grado nell’ambito del progetto “Amici per la pelle”.
Titolo
IL CAVALLO E LA BALLERINA
Autore
Classe 2E
Scuola secondaria di primo grado “Ettore Motterle”, Arzignano (VI)
Dimensioni
100x 100 cm
Descrizione
Abbiamo cercato il significato più intimo e profondo dello spettacolo circense e abbiamo usato il potere evocativo dei suoi personaggi come strumento di indagine e denuncia sociale. Fin da subito, ci ha affascinato la disciplina del volteggio, un esercizio di destrezza, un dialogo silenzioso tra l’elegante leggerezza della ballerina e la forza selvaggia del cavallo. Il rapporto tra cavallo e cavaliere ci ha riportato alla memoria l’iconologia di San Giorgio che sconfigge il drago. La lancia dell’eroico cavaliere, nel nostro progetto, si trasforma in una bandiera che avvolge, come uno scudo, la figura di una ragazza, fiera e rivoluzionaria, proprio come quella nella fotografia “Donna con bandiera” del 1928 di Tina Modotti. La nostra opera “Il cavallo e la Ballerina” è una danza di libertà contro tutte le ingiustizie.

Titolo
IL FUNAMBOLO
Autore
Classe 2AM
Scuola secondaria di primo grado “Achille Beltrame”, Montorso (VI)
Dimensioni
100x 100 cm
Descrizione
Abbiamo scelto di sviluppare la figura metaforica del funambolo che, con il suo coraggio e la sua forza, si oppone a tutte le spinte contrarie pur di rimanere in piedi. In alto, lontano da tutto e da tutti, il funambolo ricerca l’equilibrio su una corda tesa, una corda sottile che rappresenta la vita.
Come Chagall può fare cose inimmaginabili nel quadro “Oltre la città” del 1914, anche il funambolo cammina nel vuoto per andare da un mondo all’altro e per trovare una via di fuga da un periodo turbolento. Un’epoca folle e devastante in cui il nostro mondo si riconosce, una volta di più, in quello fotografato da Gabriele Basilico nella serie “Beirut” del 1991. La mia città, tutte le città. Nella nostra opera l’ombra della distruzione si proietta sul muro davanti a noi. In alto nel cielo una figura di speranza ci porta lontano.

Titolo
IL PAGLIACCIO
Autore
Classe 2BM
Scuola secondaria di primo grado “Achille Beltrame”, Montorso (VI)
Dimensioni
100x 100 cm
Descrizione
Giullare, buffone, clown, joker. La nostra opera si ispira alla maschera del vecchio teatro italiano e alla figura più emblematica del circo: il pagliaccio. Il pagliaccio è il nostro riflesso divertente, l’altra faccia nello specchio che, con la scusa di uno scherzo, può dire e fare cose che a noi non sono permesse. Abbiamo iniziato ad approfondire i ritratti rinascimentali dei buffoni di corte per poi arrivare all’opera “Las Meninas” del 1656 di Velazquez. Ci è sembrata la scelta migliore rappresentare il pagliaccio proprio come si guarda “Las Meninas” cioè meravigliandosi di quanta realtà ci sia riflessa nella finzione. Sullo sfondo del famoso quadro di Velazquez risalta il nostro pagliaccio ispirato alla foto “Child with a toy hand grenade” del 1962 di Diane Arbus. Un ragazzo magro, con le braccia rigide, che stringe nella mano destra una bomba e con l’altra imita un artiglio. Un’immagine insolita e inquietante. Il ritratto di tutte quelle persone che nel riflesso del pagliaccio possono trascendere se stessi.


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