{"id":1435,"date":"2023-01-19T22:13:48","date_gmt":"2023-01-19T21:13:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/?p=1435"},"modified":"2023-01-19T22:13:48","modified_gmt":"2023-01-19T21:13:48","slug":"giornata-della-memoria-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/2023\/01\/19\/giornata-della-memoria-2023\/","title":{"rendered":"Giornata della memoria 2023"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno, nel mondo, il <strong>27 gennaio<\/strong> si celebra la <em><strong>Giornata della Memoria<\/strong><\/em>, la ricorrenza durante la quale vengono ricordati 15 milioni di vittime dell\u2019Olocausto (cifra emersa dallo studio dell\u2019<em>Holocaust Memorial Museum<\/em> di Washington rinchiusi e uccisi nei campi di sterminio nazisti prima e durante la Seconda Guerra mondiale. Sei milioni di queste vittime innocenti appartenevano al popolo ebraico: il loro genocidio viene chiamato Shoah. Vengono chiamati <em>genocidio<\/em> gli atti commessi dall\u2019uomo con l\u2019intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. L\u2019Olocausto e la Shoah sono stati genocidio con metodi scientifici, messo in atto da parte della Germania nazista fino al 27 gennaio 1945, quando i carri armati dell\u2019esercito sovietico sfondano i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Da quel giorno, questo campo \u00e8 diventato il luogo simbolo della discriminazione e delle sofferenze di chi \u00e8 stato internato solo perch\u00e9 ebreo o zingaro o omosessuale o anche, semplicemente, perch\u00e9 si trattava di una persona con idee politiche diverse da quelle di chi era al potere. Ricordare le vittime di quegli anni lontani pu\u00f2 sembrare qualcosa che non vi tocca direttamente, in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nLa <strong>Giornata della Memoria<\/strong> non serve solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna piet\u00e0 ormai quasi 80 anni fa. Serve a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto.<br \/>\nLa <strong>Giornata della Memoria<\/strong> ci ricorda che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodit\u00e0 e opportunismo, ci nascondiamo in quella che gli storici chiamano la zona grigia. Si tratta di una zona della mente e del nostro comportamento, a met\u00e0 tra il bianco e il nero, tra l\u2019innocenza e la colpevolezza. In questa zona ad avere la meglio, alla fine, \u00e8 l\u2019indifferenza per chi viene isolato e non accettato.<br \/>\nPer evitare che una tragedia come quella dell\u2019Olocausto si ripeta occorre ricordare e soprattutto capire.<br \/>\nPer non dimenticare, gli alunni della Scuola dell\u2019infanzia e delle Scuole primarie <strong>venerd\u00ec 27 gennaio 2023<\/strong>, durante la mattinata scolastica, assisteranno nelle loro classi alla visione del cartone animato (della durata di 28 minuti) <a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2018\/08\/FILM-La-stella-di-Andra-e-Tati-b384236c-2e8c-4e7d-b5bc-ab2eafce4c87.html\"><strong>LA STELLA DI ANDRA E TATI<\/strong><\/a> di Rosalba Vitellaro.<br \/>\nSi tratta del primo cartoon che racconta la Shoah vista con gli occhi di due bambine di 4 e 6 anni (la pellicola ha vinto il Rockie Award quale miglior produzione in animazione per ragazzi al prestigioso Banff World Media Festival, in Canada).<br \/>\n<em>\u201cLa stella di Andra e Tati\u201d racconta la storia vera delle sorelle Alessandra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume. Avevano solo 6 e 4 anni quando il 29 marzo 1944 vennero deportate ad Auschwitz insieme alla madre, alla nonna, alla zia e al cuginetto. Scambiate per gemelle dal dottor Mengele, Andra e Tati riuscirono a sopravvivere alle prime selezioni nel campo di concentramento e furono portate nel Kinderblock, la baracca dei bambini che venivano destinati agli esperimenti di eugenetica. \u201cAppena arrivate al campo &#8211; ricorda oggi Tati &#8211; ci fecero indossare vestiti grandi e sporchi. Poi ci marchiarono con il numero che ancora oggi portiamo sul braccio. E che non abbiamo mai voluto cancellare\u201d. A lei fu tatuato il numero 76484, alla sorella il 76483. Furono l\u2019incoscienza dell\u2019et\u00e0, il grande amore reciproco e il fare affidamento sulla loro unione le risorsa che permisero alle bambine di proteggersi dagli orrori del campo di sterminio. Grazie anche alla compassione di una guardiana del lager le bambine riuscirono cos\u00ec a sopravvivere e vennero liberate insieme il 27 gennaio 1945. Dopo una permanenza prima a Praga e poi in Inghilterra, riuscirono anche a riunirsi con i loro genitori.<\/em><br \/>\nIl cartone racconta, cos\u00ec, la loro storia intersecando il racconto con quello di una visita di liceali ad Aushwitz. Un efficace gioco di piani temporali dove passato e presente si intrecciano per ricordare di non cedere mai all\u2019odio, alla violenza, alla paura. Per non dimenticare.<\/p>\n<p>Inoltre lo stesso giorno, gli alunni della scuola secondaria del nostro istituto, guarderanno il film <em><strong>QUANDO HITLER RUB\u00d2 IL CONIGLIETTO ROSA<\/strong><\/em>, a partire dalla fine della quarta ora (gli ultimi quindici minuti) e a seguire, le ultime due ore. Si tratta di un film uscito nel 2019 della durata di 119 minuti. Tale film \u00e8 tratto da un romanzo di Judith Kerr pubblicato per la prima volta nel 1971. Il film si trover\u00e0 gi\u00e0 inserito nella LIM pronto per la visione in classe.<br \/>\n<em>\u201c1933, Berlino. Anna ha 9 anni e suo fratello Max ne ha 12. Il padre \u00e8 un famoso e severo critico teatrale e la madre \u00e8 una pianista. Sono ebrei e nel momento in cui Hitler riesce a formare il suo primo governo in seguito alle elezioni la famiglia \u00e8 costretta ad abbandonare la sua vita agiata per raggiungere rapidamente la Svizzera. Qui alloggiano in un albergo costoso nella speranza che il genitore trovi un impiego adeguato. Le cose per\u00f2 non vanno come sperato e i quattro debbono nuovamente partire per raggiungere Parigi. Anche l\u00ec la loro esistenza non sar\u00e0 delle pi\u00f9 facili e dovranno conoscere l\u2019indigenza senza avere la certezza che la Francia possa diventare la loro seconda patria.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Infine mercoled\u00ec primo febbraio, sempre nell\u2019ambito del Giorno della Memoria, ci sar\u00e0 l\u2019incontro in Auditorium per le classi terze con la testimonianza della signora Norsa, appartenente alla Comunit\u00e0 ebraica di Mantova che porter\u00e0 testimonianza di quel terribile periodo storico in Italia come discendente di deportati ad Auschwitz. Sar\u00e0 accompagnata dal sig. Roberto Israel, gi\u00e0 consigliere della Comunit\u00e0 ebraica di Verona e presidente dell\u2019associazione \u201cFigli della Shoah\u201d.<br \/>\nL\u2019incontro avverr\u00e0 in Auditorium e si svolger\u00e0 secondo la seguente modalit\u00e0:<br \/>\n\u2022 Dalle 9:30 alle ore 10:45 le classi terze A, B, C, E<br \/>\n\u2022 Dalle 11:00 alle ore 12:30 le classi terze F, G, AM, BM<br \/>\nLe classi terze D e H per una sovrapposizione oraria per un altro impegno scolastico, guarderanno la registrazione dell\u2019incontro in un secondo momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL DIRIGENTE SCOLASTICO<br \/>\nPier Paolo Frigotto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno, nel mondo, il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, la ricorrenza durante la quale vengono ricordati 15 milioni di vittime dell\u2019Olocausto (cifra emersa dallo studio dell\u2019Holocaust Memorial Museum di Washington rinchiusi e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1437,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1435","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","tipologia-articolo-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1435"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1435\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1439,"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1435\/revisions\/1439"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icparise.edu.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}